Publicado el 17 de septiembre de 2026

Bagaglio in ritardo: per la Cassazione il PIR può valere come reclamo

Redacción de FlyArea

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Foto de ZhiCheng Zhang en Pexels

Importante pronuncia della Corte di Cassazione sui diritti dei passeggeri aerei: la segnalazione effettuata direttamente in aeroporto può essere sufficiente per contestare il ritardo nella riconsegna del bagaglio e tutelare il diritto al risarcimento.

Con la sentenza n. 8684 del 7 aprile 2026, la Terza Sezione Civile della Corte di Cassazione è intervenuta su una questione molto frequente per chi viaggia in aereo: cosa deve fare il passeggero quando, arrivato a destinazione, non trova il proprio bagaglio sul nastro?

La vicenda riguardava un passeggero che aveva ricevuto il bagaglio con un giorno di ritardo e aveva richiesto alla compagnia aerea il rimborso delle spese sostenute, pari a 731 euro.

Cos'è il PIR e perché è importante?

Il PIR – Property Irregularity Report, in italiano Rapporto di Irregolarità Bagaglio, è la segnalazione che il passeggero effettua quando, arrivato a destinazione, il bagaglio registrato non viene riconsegnato, arriva danneggiato oppure presenta altre irregolarità.

Generalmente il PIR viene compilato presso l'ufficio Lost & Found dell'aeroporto, fornendo i dati del passeggero e le informazioni necessarie a identificare e rintracciare il bagaglio.

Si tratta quindi del documento con cui viene formalmente segnalato che la riconsegna del bagaglio non è avvenuta regolarmente.

La Cassazione: il PIR può valere come reclamo

La questione affrontata dalla Cassazione riguardava proprio il valore di questa segnalazione.

La compagnia aerea sosteneva che il PIR compilato in aeroporto non fosse sufficiente e che il passeggero avrebbe dovuto presentare un successivo e distinto reclamo entro il termine previsto dall'art. 31 della Convenzione di Montreal.

La Suprema Corte ha respinto questa interpretazione.

Richiamando i principi espressi dalla Corte di Giustizia dell'Unione europea nella causa C-292/24, la Cassazione ha chiarito che il reclamo relativo al ritardo nella consegna del bagaglio può essere effettuato sin dal momento in cui il passeggero viene a conoscenza del ritardo, senza dover attendere la successiva restituzione.

Il termine dei 21 giorni

L'art. 31 della Convenzione di Montreal prevede, in caso di ritardo nella riconsegna del bagaglio, un termine di 21 giorni dalla data in cui il bagaglio viene messo a disposizione del passeggero.

La Cassazione chiarisce però un punto fondamentale: si tratta del termine massimo entro il quale presentare il reclamo, non del momento iniziale dal quale è consentito contestare il disservizio.

Il passeggero può quindi attivarsi immediatamente, già quando si trova in aeroporto e constata che il proprio bagaglio non è arrivato.

La responsabilità della compagnia aerea

La pronuncia assume rilievo anche sotto il profilo della responsabilità del vettore.

Ai sensi dell'art. 19 della Convenzione di Montreal, infatti, il vettore è responsabile del danno derivante dal ritardo nel trasporto dei bagagli.

La compagnia può sottrarsi alla responsabilità soltanto dimostrando di avere adottato tutte le misure che potevano essere ragionevolmente richieste per evitare il danno oppure che fosse impossibile adottarle.

Nel caso esaminato, la Cassazione ha rigettato il ricorso della compagnia aerea, confermando l'esito favorevole al passeggero, al quale erano state riconosciute 731 euro di spese documentate.

Bagaglio non arrivato? Cosa fare

La decisione fornisce quindi un'indicazione pratica molto importante: se il bagaglio non arriva a destinazione, è opportuno recarsi immediatamente al Lost & Found dell'aeroporto, compilare il PIR e conservarne una copia.

È inoltre fondamentale conservare gli scontrini e le ricevute delle spese rese necessarie dal ritardo, perché potranno assumere rilievo ai fini della successiva richiesta di rimborso.

Il tuo bagaglio è arrivato in ritardo? Fly Area può verificare il tuo caso e valutare la richiesta di rimborso nei confronti della compagnia aerea.

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