Published on 17 September 2026
Regno Unito, caos voli per un guasto tecnico: i diritti dei passeggeri
FlyArea Editorial Team

Oltre 2.000 voli cancellati e centinaia di migliaia di viaggiatori coinvolti. Il blocco del sistema britannico di controllo del traffico aereo ha avuto ripercussioni sull’intera rete. Ma cosa può chiedere chi ha subito una cancellazione o un forte ritardo?
Un guasto tecnico al sistema britannico di controllo del traffico aereo ha provocato, tra l’8 e il 9 settembre 2026, una delle più rilevanti giornate di disagi dell’anno per il trasporto aereo europeo.
Il problema ha interessato il sistema di elaborazione dei dati di volo gestito da NATS (National Air Traffic Services), il soggetto responsabile della gestione di una parte fondamentale del traffico aereo britannico.
Le conseguenze sono state immediate: riduzione della capacità dello spazio aereo, partenze sospese o fortemente limitate, voli cancellati, aeromobili dirottati e ritardi che hanno continuato a produrre effetti anche dopo la risoluzione del problema.
Secondo i dati disponibili, tra l’8 e il 9 settembre sono stati interessati circa 2.000 voli, mentre centinaia di migliaia di passeggeri hanno subito cancellazioni, ritardi o modifiche al proprio viaggio.
Cosa è successo
Il malfunzionamento ha interessato il sistema utilizzato da NATS per l’elaborazione dei dati relativi ai voli.
Quando un’infrastruttura centrale per la gestione del traffico aereo subisce un’anomalia, la conseguenza non è necessariamente la completa “chiusura” dello spazio aereo: per ragioni di sicurezza può essere drasticamente ridotto il numero di aeromobili che possono essere gestiti contemporaneamente.
Ed è proprio questo meccanismo ad aver prodotto l’effetto a catena.
Il ripristino del sistema, infatti, non determina automaticamente il ritorno immediato alla normalità. Gli aeromobili possono trovarsi in aeroporti diversi da quelli programmati, gli equipaggi possono aver raggiunto i limiti massimi di servizio e gli slot aeroportuali devono essere progressivamente riorganizzati.
Per questo motivo le conseguenze di un guasto durato alcune ore possono proseguire per molto più tempo.
Tra gli aeroporti maggiormente interessati figurano i principali scali britannici, compresi Heathrow e Gatwick, con pesanti ripercussioni anche sui collegamenti internazionali.
Migliaia di cancellazioni e disagi anche il giorno successivo
Il problema tecnico è stato risolto nella serata dell’8 settembre, ma il ritorno alla piena operatività ha richiesto tempo.
Il giorno successivo numerosi aeromobili ed equipaggi risultavano ancora fuori posizione rispetto alla programmazione originaria, determinando ulteriori cancellazioni e ritardi.
La vicenda ha riaperto, inoltre, il dibattito sull’affidabilità dell’infrastruttura britannica di controllo del traffico aereo, già interessata negli ultimi anni da altri episodi di significativa interruzione.
Il Governo britannico ha chiesto a NATS una relazione sull’accaduto e la Civil Aviation Authority (CAA) è stata incaricata di effettuare una revisione indipendente dell’incidente.
Ma per i passeggeri rimasti negli aeroporti la questione principale è un’altra: chi paga per i disagi subiti?
Guasto al controllo del traffico aereo: spetta la compensazione pecuniaria?
Occorre distinguere la compensazione pecuniaria dagli altri diritti spettanti al passeggero.
La Civil Aviation Authority britannica è intervenuta specificamente sul guasto NATS dell’8 settembre, affermando che le cancellazioni e i ritardi direttamente determinati dall’incidente sono suscettibili di essere qualificati come conseguenza di “circostanze eccezionali”.
La stessa valutazione è stata prospettata dalla CAA anche per i disagi direttamente derivanti dagli effetti a catena dell’interruzione.
Questo significa che, nei casi effettivamente riconducibili al guasto del sistema di controllo del traffico aereo, la compensazione pecuniaria forfettaria potrebbe non essere dovuta.
La circostanza eccezionale, tuttavia, non può essere invocata in maniera meramente automatica per qualsiasi disservizio verificatosi nei giorni successivi.
Occorre sempre verificare la causa concreta della cancellazione o del ritardo e il comportamento tenuto dal vettore, anche rispetto alle misure ragionevolmente adottabili per limitarne le conseguenze.
Niente compensazione non significa niente diritti
È questo il punto più importante per i passeggeri.
Anche quando la cancellazione o il ritardo dipendono da una circostanza eccezionale, non vengono meno automaticamente gli obblighi di assistenza e riprotezione gravanti sul vettore.
In caso di cancellazione, il passeggero deve poter scegliere, secondo la disciplina applicabile al proprio volo, tra:
rimborso del biglietto, qualora decida di rinunciare al viaggio;
oppure
riprotezione verso la destinazione finale alla prima opportunità utile, in condizioni di trasporto comparabili;
oppure, nei casi previsti,
riprotezione in una data successiva scelta dal passeggero, compatibilmente con la disponibilità dei posti.
Il passeggero che intende comunque raggiungere la propria destinazione deve quindi prestare particolare attenzione prima di accettare il semplice rimborso del biglietto: la scelta del rimborso può infatti incidere sul successivo diritto alla riprotezione.
Hotel, pasti e trasporti restano a carico della compagnia?
In presenza dei presupposti previsti dalla normativa applicabile, sì.
Il diritto all’assistenza è distinto dalla compensazione pecuniaria.
Durante l’attesa il vettore può essere tenuto a garantire, in relazione alla durata del disagio:
pasti e bevande, sistemazione alberghiera quando sia necessario pernottare, nonché il trasporto tra aeroporto e struttura ricettiva.
La CAA britannica ha espressamente ricordato alle compagnie tali obblighi anche in relazione all’interruzione NATS dell’8 settembre.
Qualora, durante situazioni di forte congestione, la compagnia non riesca materialmente a organizzare l’assistenza, il passeggero dovrebbe conservare accuratamente ricevute, fatture e ogni documento relativo alle spese ragionevoli sostenute, al fine di richiederne successivamente il rimborso.
E per i passeggeri italiani?
Per chi viaggiava tra Italia e Regno Unito occorre verificare attentamente aeroporto di partenza, destinazione e vettore operativo, perché dopo la Brexit possono entrare in gioco il Regolamento (CE) n. 261/2004 e/o la corrispondente disciplina britannica UK261.
Il Regolamento europeo continua, in particolare, a riconoscere – quando applicabile – importanti tutele in caso di cancellazione e ritardo prolungato, tra cui il diritto all’assistenza e, nelle ipotesi previste, al rimborso o alla riprotezione.
Anche il Regolamento europeo contempla però le circostanze eccezionali e menziona espressamente, tra le situazioni rilevanti, le decisioni di gestione del traffico aereo.
Per questo motivo ogni pratica deve essere valutata individualmente: non è sufficiente sapere che il proprio volo è stato cancellato nei giorni del blocco NATS per stabilire automaticamente se spetti o meno una somma a titolo di compensazione.
Cosa deve conservare il passeggero
Chi ha subito disagi dovrebbe conservare la prenotazione e la carta d’imbarco, le comunicazioni ricevute dalla compagnia sulla cancellazione o sul ritardo, le eventuali proposte di riprotezione e tutta la documentazione delle spese sostenute.
È inoltre importante ricostruire l’orario effettivo di partenza e di arrivo e, soprattutto, la motivazione comunicata dal vettore per il disservizio.
Quest’ultimo elemento può diventare determinante per stabilire se il ritardo o la cancellazione siano effettivamente riconducibili al guasto NATS oppure a successive problematiche organizzative imputabili alla compagnia.
Il consiglio di Fly Area
In presenza di cancellazioni e ritardi collegati al blocco del traffico aereo britannico, è opportuno non fermarsi alla sola risposta “circostanze eccezionali” fornita dalla compagnia.
La qualificazione dell’evento può incidere sulla compensazione pecuniaria, ma non elimina automaticamente gli altri diritti del passeggero.
Rimborso, riprotezione, assistenza e rimborso delle spese sostenute durante l’attesa devono essere valutati separatamente.
E soprattutto, quando il disservizio si verifica a distanza di ore o giorni dall’evento originario, occorre verificare quale sia stata la causa effettiva del ritardo o della cancellazione del singolo volo.
Hai subito la cancellazione o un forte ritardo di un volo da o verso il Regno Unito nei giorni del blocco NATS? Conserva tutta la documentazione di viaggio e le ricevute delle spese sostenute: Fly Area può verificare quali tutele siano concretamente applicabili al tuo caso.
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